Italia 1925.“La stampa più libera del mondo intero è la stampa italiana. Il giornalismo italiano è libero perché esercita funzioni di propulsione al regime. ..In un regime autoritario la stampa non può essere estranea a questa unità.”. Parole di Mussolini. Al giornale “Il Corriere della sera”, reo di aver cambiato le proprie idee sul fascismo, viene sostituito il direttore. La Stampa di Torino segue lo stesso destino e la sua dirigenza cambia padrone. Anche il Mattino di Napoli cambia. Chi sono i nuovi padroni ? Industriali ovviamente. Sono gli industriali che hanno fatto un patto di alleanza con il Fascismo ed ora siedono ai banchi del Gran Consiglio, si occupano direttamente dei programmi economici ed in cambio sostengono il governo con l’apporto dei giornali da loro guidati. L’informazione è ormai inbavagliata ma non basta al Governo fascista. Nessun quotidiano, settimanale ma neanche un semplice libro possono essere pubblicati se non autorizzati da un responsabile che sia diretta emanazione del Governo.Vengono istituiti gli ordini dei giornalisti propio in questo periodo : nessuno può dare notizia alcuna se non è ufficialmente riconosciuto dal potere. Secondo Mussolini “ottenere ed organizzare il consenso” da parte delle masse era il più importante obiettivo che un dittatore deve porsi. Mussolini aveva ragione ed ancora prima di lui aveva ragione l’autore del libro ”Psicologia delle folle”. Gestire totalmente quindi gli strumenti del consenso, i giornali, diventa quindi obiettivo primario per ogni regime autoritario. Parole d’ordine per organizzare il consenso sono :“ Fiducia nell’avvenire” , “Ottimismo”, “Abolizione della cronaca e risalto alle notizie leggere di intrattenimento”. E più l’opera di convincimento sarà approfondita e più l’instaurazione del regime avverrà in maniera soft. Così, tanto per ricordare e capire..
Donatella
